Sotto Il Cielo Di Noto

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Aspettando il tramonto

 

Unopiù - Fleur Divano Mamy

È difficile sintetizzare l’enorme patrimonio culturale, architettonico e paesaggistico della Sicilia in poche righe. Lo stesso dicasi per la grande ricchezza della cucina e dei prodotti. Da sempre vero e proprio giacimento gastronomico, già granaio dell’Impero Romano, terra tornita e cesellata da secolari contaminazioni, la Sicilia tutta produce assolute eccellenze in ognuna delle sue province.

Unopiù - Amaca amandaUnopiù - Margot Venexia lampada

Amaca Amanda completa

Sospensione Venexia modello lanterna di vetro soffiato, cm 35 X 47

La cucina è spesso profondamente diversa eppure così riconoscibile, legata da un impercettibile filo rosso che ne è quasi un marchio, inconfondibile per chi vi si avvicina.
La pasta è spesso corta ma sempre diversa, come lo è il modo di condirla che esalta le produzioni agricole di ogni area.
Partiamo da Catania, la città di Vincenzo Bellini, con uno dei piatti più conosciuti: la “pasta alla norma”.

 

Questo piatto è ricchissimo di sicilianità, con le melanzane, il pomodoro, olio, basilico e la ricotta salata.
Il nome viene dall’esclamazione di un grande commediografo che assaggiandola disse: “è una Norma!” paragonandola alla sublime opera.

Unopiù - Ombrellone Martin

Ombrellone Martin quadrato M 3 X 3 H M 3,28 con struttura di legno e ferro zincato

Impossibile, poi, prescindere dalle “busiate trapanesi”, quasi dei maccheroncini attorcigliati intorno ad un ramo di buso, il fusto di una graminacea che cresce in quei terreni aridi e sabbiosi tipici della prateria mediterranea. Il pomodoro, preferibilmente il pizzuttello, è l’accompagnamento più tradizionale ma è forte la presenza del pesce che si consuma più della carne, come trasmesso dalla cultura araba.

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Ancora dal sud del Mediterraneo la Sicilia ha fatto suo un piatto straordinario come il “cous-cous”, sempre più di moda in tutto il Bel Paese ma che, fino a qualche decina di anni fa, era appannaggio della tradizione trapanese. Ancora di contaminazione l’uso della frutta secca ed essiccata che è difficile che manchi in un pasto siciliano. Chi non ha mai sentito, a Palermo, le “sarde a beccafico” rese sublimi dall’uva passa?

Unopiù - Lettino Leandro

Lettino Leandro di ferro con telo di tessuto tecnico

La frutta secca la ritroveremo nei dolci mentre, sempre a Palermo, è facile imbattersi nel profumo delle interiora che condiscono il “pane ca’ meusa”, tipico dei mercati della città. Impossibile non citare le “arancine” che sono femminili e tonde nel palermitano e si allungano, a punta, cambiando anche il modo in cui vengono farcite, andando più ad oriente diventando “arancini”.

sicilia_M1Un altro piatto simbolo della Sicilia e di diversa esecuzione, a seconda delle zone, è la “caponata” che prevede gli ortaggi più cari alla tradizione isolana, tagliati a dadolini, fritti e lavorati con salsa di pomodoro, in agrodolce. Ogni famiglia si vanta di eseguire la ricetta originale ma ne esistono oltre trenta versioni ritenute “tradizionali”.
In Val di Noto troviamo una straordinaria agricoltura e una meravigliosa pasticceria: opulenta, preziosa e indimenticabile.
Plauso alla cassata e ai cannoli che esaltano la ricotta, la frutta candita e l’arte pasticcera, e come fare a meno delle paste di mandorla in cui questo frutto, che nell’isola dà il meglio, esprime un po’ il calore dell’intero popolo siciliano.
Il servizio fotografico è stato realizzato presso il resort “Terre di Vendicari” a Noto (SR).

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